La vita nascosta. Egitto, 1996 - Necropoli di Saqqara: piramide di Djoser - Testo: poesia
Testo della poesia di Luca Campigotto: "Bastano pochi spiccioli di baksheesh / per spalancare l'arca dei faraoni. / Il caravanserraglio dove albergano / gli dei che dormono accatastati. / Api e Anubi, sfigurati dai millenni, / o i colossi sopravvissuti all'altalena / delle dinastie e alle sette piaghe. // Così ho risalito archeologie d'infanzia, / dal Regno Antico fino ai cantieri / delle piramidi, e all'estinzione. / Ripetendo - sarcofago, viscera, / papiro - la filastrocca vittoriana. / La mappa tatuata che m'infonde / coraggio nel labirinto del museo. / L'eco delle tue raccomandazioni / nei corridoi vuoti del cuore."
La serie "La vita nascosta" è costituita da 9 opere realizzate da Luca Campigotto, uno dei sette artisti incaricati dal Museo di Fotografia Contemporanea per indagare il rapporto tra fotografia e poesia. La committenza è stata realizzata grazie al supporto del bando Strategia Fotografia 2024 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. "Da oltre trent'anni Luca Campigotto lavora a intermittenza a un progetto di libro che raccoglie circa novanta poesie, nella maggior parte dei casi ispirate a fotografie di paesaggio da lui stesso realizzate in luoghi diversi del mondo. Con il passare del tempo la selezione delle immagini, quasi tutte in bianco e nero, si è come cristallizzata ed esse si sono fatte icone, andando così a costituire punti di riferimento irrinunciabili del lavoro. La scrittura invece si è evoluta, soggetta a un impercettibile e continuo processo di mutazione - di distruzione e ricostruzione, come una personale tela di Penelope. Invecchiando insieme all'autore, nel bene e nel male, le parole hanno cambiato tono, ritmo e, forse, anche significato. «Quel che ne risulta assomiglia a un involontario e mutevole flusso di coscienza, un fiume di memorie nel deserto: amori, nostalgie e, soprattutto, viaggi. Dal mio cuore, giovane per sempre, rimasto a Venezia, alla parte più intensa e viva della mia vita: le Dolomiti, Il Cairo, e poi New York, Chicago, il Marocco, la Terra del Fuoco, la Lapponia, la Cambogia». Per Scrittura obliqua, Luca Campigotto torna a guardare il proprio progetto di pubblicazione, in cui si incontrano e dialogano la conosciuta e riconosciuta produzione fotografica e gli inediti versi poetici. Ne risulta una serie composta da nove opere che ripropongono anche fisicamente la sedimentazione del libro, dell'esperienza e del tempo. Le pagine sono fotografate simbolicamente accartocciate, logorate dal tempo e dai rifiuti editoriali, nella tensione che si instaura tra la pura bidimensionalità della riproduzione e la plasticità appena accennata del foglio di carta, che allude esplicitamente al libro, all'atlante, attivando un cortocircuito tra la realtà e i diversi livelli di rappresentazione. In un tale enigma di rimandi e stratificazioni, le immagini dei luoghi da cui le poesie traggono spunto sono fisicamente incollate sulle pagine, ancora perfettamente integre: «resistono come naufraghi aggrappati a un legno alla deriva». Ordine delle opere: L'immagine sconfina... Alle nostre spalle... Poi, son rimasto indietro... Delle montagne dietro... A lungo ho inventato... Bastano pochi spiccioli... I paesaggi piu` belli... Chicago ha luci... Lapponia, addi`... " (fonte: tratto dai testi in catalogo + comunicazione autore (2025))
Luca Campigotto (Venezia, 1962) dopo la laurea in Storia si è specializzato in fotografia di paesaggio e di architettura, compiendo viaggi in Africa, Sud America, Nord America, Asia. I suoi interessi spaziano dalle più recenti architetture delle metr... SCHEDA AUTORE
Il fondo Scrittura Obliqua raccoglie le opere realizzate da sette artisti incaricati dal Museo di Fotografia Contemporanea (dal 2025 Museo Nazionale di Fotografia), grazie al supporto del bando Strategia Fotografia 2024 promosso dalla Direzione Gener... SCHEDA FONDO