Dini, Alessandro
Wu, Yirong
Ombra meccanica 14

Italia, Bormio (SO), 28/09/2025

Cronotopi dell'abitare: trasformazioni temporali e spaziali nelle Alpi. Bormio, Bormio 2000 - Dettaglio di un dente di una ruspa da lavoro

Stampa facente parte dell'installazione SUP-3g050-0003079

DATI TECNICI
DALLA SERIE
Cronotopi dell'abitare: trasformazioni temporali e spaziali nelle Alpi

La serie "Cronotopi dell'abitare: trasformazioni temporali e spaziali nelle Alpi", realizzata da Wu Yirong e Alessandro Dini, è stata selezionata nell'ambito della Call for Project "SCENARI ALPINI. Paesaggi e comunità della Lombardia fra tradizioni e futuro" promossa dal Museo di Fotografia Contemporanea con il contributo di Regione Lombardia, nell'ambito del programma dell'Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026. Il progetto indaga il territorio Alpino, focalizzandosi sui processi di trasformazione avvenuti a Bormio e Livigno durante i preparativi per le Olimpiadi Invernali del 2026, per indagare come le nuove infrastrutture stiano ridefinendo il paesaggio montano e le sue strutture sociali. In questo contesto, l’evento olimpico si configura come un paradigma di modernità orientato alla velocità, allo sviluppo e al futuro, introducendo nei territori alpini, storicamente lenti e autosufficienti, logiche globali di capitale, tecnologia e urbanizzazione. Le opere realizzate in funzione delle gare, strade, impianti di risalita, piste da sci, sistemi di innevamento artificiale, bacini idrici, hotel e nuovi complessi residenziali, ridefiniscono il paesaggio e istituiscono lo sci e il turismo come principale motore economico, penetrando progressivamente nella quotidianità locale. La neve, apparentemente inesauribile, diventa una risorsa da produrre e mantenere costantemente. Con la trasformazione urbana e l’espansione del turismo, il paesaggio, le tipologie abitative e le forme di lavoro scandite dalle stagioni vengono progressivamente marginalizzate, sopravvivendo come immagini nostalgiche: visibili, ricordate, perfino celebrate, ma difficilmente accessibili nella loro autenticità. L’ecosistema sociale, un tempo intrecciato al territorio, si riconfigura in un’esperienza spaziale proiettata verso il futuro e non più in continuità con il passato. Oltre il bagliore mediatico dell’evento, le infrastrutture permanenti, i nuovi assetti urbani e la riallocazione della forza lavoro costituiscono la normalità quotidiana dei residenti. Le tracce di macchinari e processi industriali si diffondono lungo i versanti, diventando la nuova trama delle Alpi. La montagna non è più uno sfondo stabile, ma un campo di negoziazione, riscrittura e contesa. Il lavoro si sviluppa attraverso un approccio documentario. L’impiego della fotografia ad infrarosso evidenzia le infrastrutture, e I processi di aggiornamento del territorio. La coesistenza, nello stesso quadro, di naturale e artificiale, tradizione e modernità, collisione e sovrapposizione, trasforma la montagna, accelerata e riconfigurata, in un luogo in cui memoria, velocità e immaginari futuri si intrecciano. Qui, il paesaggio non è più una forma compiuta, ma un processo ancora in corso.